Centrale a biomassa a Bistagno? NON per noi, grazie!

Negli ultimi periodi si è discusso molto, tramite la disponibilità del periodico locale ”L’Ancora”, sulla possibilità di costruire una centrale  a combustione di biomassa nel nostro Comune. Tutto è nato da una delibera approvata dall’amministrazione locale con la quale la medesima si dichiarava non contraria a detta possibilità. I cittadini bistagnesi vennero a conoscenza di tale decisione solo per caso, partecipando ad un convegno in cui l’attuale sindaco di Bistagno si dimostrava entusiasta della suddetta prospettiva. Subito si sollevarono campanelli di allarme fra i nostri compaesani che sfociarono addirittura nella costituzione di un comitato contro la costruzione della centrale in oggetto. Anche noi siamo contrari a detta centrale. Le ragioni a fondamento della nostra disapprovazione per la prospettiva, tanto lodata dal sindaco, di dover convivere per il futuro venturo con una centrale di combustione, pensata inizialmente per la biomassa ma converibile facilmente in una sorta di termoinceneritore (con la combustione di rifiuti e la consequenziale emissione di diossina), sono, fondamentalmente, di due tipi.

Vi sono ragioni prettamente inerenti alla centrale in parola e vi sono ragioni più generali, di fondo. Partiamo dalle prime: la biomassa è, in parole povere, lo “scarto” di prodotti di derivazione vegetale, piante in particolare. Bruciando tale massa si incide in maniera relativamente lieve sull’ambiente. Ciò vale, però, solo se la quantità di materia bruciata non è troppo elevata. Dar vita ad una centrale a biomassa per la produzione di energia non significa forse cercare di ottimizzare l’investimento?! Detto in altre parole cercare di bruciare più biomassa possibile per produrre sempre maggiori quantità di energia, rivendibile alla rete nazionale. Più si brucia più si guadagna, e più il rischio di inquinamento aumenta! Già, ma così i bistagnesi non avrebbero uno sconto sulla bolletta elettrica? Si, magari 1 E. al mese! Ma, in compenso, vedrebbero i loro appezzamenti di terreno, i relativi prodotti e le loro abitazioni svalutarsi repentinamente. Chi vorrebbe comperare uva o granturco coltivato dinanzi ad una ciminiera che getta fumo in continuazione? O chi vorrebbe mai venirci ad abitare? Senza considerare il deprezzamento della qualità della vita, dei paesaggi e dei luoghi. La centrale verrebbe costruita lungo il Bormida in quanto necessita di grosse quantità di acqua. Una volta utilizzate tali masse verrebbero depurate e reimmesse nel fiume. Si, ma a che temperatura? Basta lo squilibrio anche solo di qualche grado centigrado per scompensare l’ecosistema del fiume. Ci abbiamo messo una vita per ripulire il nostro fiume dai danni dell’Acna ed ora dovremmo nuovamente danneggiarlo? Si, ma poi si potrebbe creare un circuito di teleriscaldamento per sfruttare il calore prodotto dalla centrale con distribuzione capillare sul territorio. Certo, ma avete presente dove sarebbe sita la centrale? In zona Cartesio, a qualche chilometro dal centro del paese. Costruire detto circuito costerebbe tantissimo e sarebbe altrettanto inutile. La maggior parte dei bistagnesi abita in periferia o in campagna! Si, ma non dimentichiamo che questa è un’opportunità per lo sviluppo del paese. E qui ci allacciamo al problema di fondo! L’idea che lo sviluppo ed il miglioramento della qualità della vita debba per forza passare attraverso l’industrializzazione sfrontata è un’idea anacronistica e che, sopratutto nei nostri territori, si è dimostrata ampiamente perniciosa. Non fraintendetemi, la mia non è una lotta, di baudelariana memoria, contro la Tumultuosa. Il progresso e l’industria, di concerto con la ricerca ovviamente, sono fondamentali per lo sviluppo di un Paese (= nazione). Non credo, questo tipo di progresso ed industria, siano altrettanto fondamentali per lo sviluppo di Bistagno. Le nostre zone, forse qualcuno se lo è dimenticato, sono meravigliose. Siamo collocati fra Monferrato, Langhe e appennino ligure. Qualche anno addietro dette località erano state, molti lo ignorano, iscritte addirittura nella lista dei papabili beni dell’Unesco. La mentalità che oggi sembra supportate qualche amministrazione locale, che ha portato nel tempo a colate di cemento ovunque, spese (dei contribuenti, non dimentichiamolo) per piazze esteticamente orrende, grattacieli in mezzo ad ameni paesi di campagna, di certo non ha aiutato tale candidatura. Il punto di fondo rimane comunque come aiutare il “progresso” del paese. Bene, ma perché non puntare su soluzioni alternative nel rispetto della nostra tradizione? Pensiamo alle coltivazioni “bio”. Incentiviamo la cultura di cereali particolari dall’alto valore nutritivo come il Kamut, la segale, il farro, la soia. Potrebbero nascere anche imprese di lavorazione in loco di alimenti con base tali colture (basti pensare alla panificazione, al dolciario, agli alimenti a base di seitan). Provenendo le materie prime dallo stesso territorio dell’impresa di trasformazione i costi finali del prodotto sarebbero notevolmente inferiori a quelli dei concorrenti con relativi vantaggi sia per i produttori che per i consumatori. Perché non reintrodurre coltivazioni una volta diffusissime ed ormai quasi scomparse, come i gelsi per la produzione di seta? Potrebbero nascere imprese tessili con costi relativamente contenuti, magari specializzati in prodotti di alta qualità (non si può competere nel settore tessile, puntando sulla quantità, con i Paesi asiatici). In definitiva si potrebbe, o dovrebbe, puntare sulla qualità e non solamente sulla quantità, aprire la mente a soluzioni imprenditoriali alternative alle tradizionali, prima che qualcun altro lo faccia prima di noi. E per il problema energia? Esclusa la centrale a biomassa perché non puntare sull’energia solare? Posizioniamo pannelli sulle colline assolate (magari sotto il ricevitore della televisione, così non deturpiamo oltremodo il paesaggio, o sui tetti dei capannoni industriali) , promuoviamo il posizionamento di pannelli termici sulle abitazioni private, lanciamo campagne contro lo spreco energetico, iniziando a dare il buon esempio, rendiamo obbligatoria la raccolta differenziata per i locali pubblici, puntiamo sulla bioedilizia. Ci sono località in Liguria che grazie al loro impegno concreto nell’ecosostenibilità hanno fatto lo loro fortuna. Forse è arrivato il momento di cambiare un po’ aria in questo paese, e noi non vogliamo sia piena di fuliggine!

Fabio Fornarino

Centrale a biomassa a Bistagno? NON per noi, grazie!ultima modifica: 2007-08-03T10:05:00+02:00da pedro2509
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10 pensieri su “Centrale a biomassa a Bistagno? NON per noi, grazie!

  1. Sono daccordissimo con te! Abbiamo un territorio bellissimo e non e’ ammissibile che venga ridotto a una pattumiera solo per gli interessi di qualche industria. Bisogna incentivare l’agricoltura e l’agriturismo, nonche’ lo sfruttamento di energie pulite per mantenere le nostre terre nelle condizioni migliori, per noi e per i nostri figli. Ciao.

  2. io sono un abitante di Bistagno e sono completamente favorevole alla centrale a biomasse che (spero) apriranno nel mio comune.

    utilizzo questa opportunità per invitare i miei concittadini a documentarsi meglio ed ad uscire dalla sfera di ignioranza che avvolge questo paese.

    e per favore, se mettete uno striscione con scritto il numero di quanti sono contrari alla centrale (come c’è già in piazza) mettetene anche uno con il numero delle persone favorevoli alla centrale

  3. RISPOSTA A MATTEO.

    Innanzitutto Matteo Ti ringrazio per aver partecipato al dibaddito.
    La prospettiva di dover convivere per il futuro prossimo venturo con una centrale a biomassa è una di quelle scelte che, letteralmente, dividono in due le coscienze.
    E proprio per questo dovrebbe essere adottata, dall’autorità preposta, in un clima di estremo dialogo e confronto, proprio come stiamo facendo io e Te in questo momento (e spero continueremo a fare), con tutti gli interessati (e tale dialogo dovrebbe essere attuato PRIMA di ogni iniziativa, non dopo 8 mesi!).
    Per quanto riguarda gli aspetti positivi inerenti alla centrale mi spiace ma non riesco ad intravederne molti (e comunque perdono largamente nel bilanciamento con quelli negativi).
    Dello striscione non ne so nulla ma non credo sia necessario indicare i nomi dei favorevoli e dei contrari. A quanto sembra sono state raccolte più di 700 firme contrarie alla centrale. Bistagno ha circa 1100 votanti … il calcolo è presto fatto e l’amministrazione locale farebbe meglio a tenerne ben conto.
    Circa “l’ignoranza” ribadisco che, a mio personale avviso, non credo nel tipo di progresso perseguito tutt’oggi da Bistagno. Vi sono ben altri modi e ben altre possibilità di progredire nel rispetto di ciò che ci circonda e che, non dimentichiamocelo, costituisce la maggior risorsa della nostra zona, oltre che le nostre origini.

  4. bisogna anche dire che c’è molta disinformazione su questo argomento.
    la gran parte delle persone che hanno firmato si basano su cio che hanno sentito e non su quello che è in realtà il progetto del comune.
    quindi ritengo, prima ancora di fare una raccolta di firme, che si debba informare bene sui vantaggi e gli svantaggi che questa struttura porterebbe nel nostro territorio. ma questo è compito del sindaco e della giunta.

  5. RISPOSTA A MATTEO.

    Concordo appieno per la mancanza di informazione.
    Credo infatti che ciò che abbia contribuito maggiormente “all’insurrezione popolare” fosse la totale mancanza di informazioni da parte dell’amministrazione locale.
    Non si può pensare di dare il permesso alla costruzione di un impianto del genere alla quasi totale insaputa dei cittadini (la maggior parte ne è venuto a conoscenza per caso) e poi lamentarasi se i compaesani si ribellano.
    E come hai giustamente fatto notare spettava al comune/sindaco provvedere all’informazione, in modo obbiettivo (senza tante lodi e autoproclamazioni), sui pro e sui contro della possibilità, PRIMA di emettere qualsiasi delibera.
    In mancanza si è cercato di conoscere il maggior numero di dettagli possibili e, talvolta, in buona fede, si è incorso in errori.
    Ciò non toglie che il giudizio negativo sulla centrale dei firmanti sia basato su solide considerazioni.
    E’ questione di punti di vista.

  6. ma se la maggior parte delle persone con cui ho parlato hanno firmato perchè gli hanno detto di farlo.
    oltretutto hanno firmato anche dei ragazzi minorenni la cui (secondo la legge) non sono in grado di prendere una decisione razionale.
    la disinformazione purtroppo ha portato delle voci completamente errate a riguardo. ho pure sentito dire che importeranno i cocchi dalla tailandia e che verranno a lavorare i tailandesi.
    oviamente è una sciocchezza, ma alcune persone con poca informazione possono crederci.
    se ti capita di passare nei pressi della gipsoteca fermati a leggere nella bacheca.
    anche se non condivido le idee politiche di quel partito devo dire che è stato fino ad ora l’unico punto di informazione sul’argomento

  7. RISPOSTA A MATTEO:

    Non so se hanno firmato minorenni o no. Certo nessuna Legge li ritiene incapaci di prendere decisioni raziocinanti (non credo, se lo hanno fatto, abbiano firmato degli infanti).
    Per i rimanenti non so con chi abbia parlato Tu ma ho maggior fiducia nelle capacità decisorie dei nostri compaesani (almeno così spero).
    Non credo che qualcuno abbia firmato perché qualcun’altro glielo ha consigliato (sarà mica propaganda?).
    Dopotutto le conseguenze della papabile costruzione della centrale sono gravi per tutti, indistintamente. Chi ha apposto la firma avrà considerato ciò che poteva significare per il proprio futuro, quello dei nostri luoghi e dei suoi cari ed avrà agito di conseguenza.
    Poi di cose se ne dicono tante. Dopotutto è un brutto vizio dei piccoli centri ingigantire le voci (in buona fede, ci mancherebbe).
    Di certo c’é che molti non vogliono la centrale e non per i tailandesi (vorrei sapere da dove è scaturita tale voce!) ma per le conseguenze sul medio-lungo termine ed i relativi perniciosi impatti ambientali.
    Non sono ancora passato dalla gipsoteca ma grazie dell’informazione. Andrò a leggere anche se non mi stupisco che sia stato apposto un volantino informativo (ma non mi aspetto di certo sia obbiettivo!).
    Però, ripeto, l’informazione doveva essere condivisa prima di qualunque presa di posizione.

  8. ciao fabio !
    ammetto di essere totalmente ignorante in materia.
    Come mioanna, vivo lontano da bistagno da quasi dieci anni, e sapere queste notizie tramite internet è davvero sconvolgente !!
    A parte il discorso sul danno ambientale che ne potrebbe derivare, vorrei fare un’osservazione sulle (mancate) recenti scelte di politica locale.
    Il nostro paese ha delle potenzialità enormi, che non vengono assolutamente sfruttate.
    Per esempio la possibilità di lanciarsi sul mercato turistico.
    Bistagno è dotata di eccezionali attrazioni culturali, enogastronomiche, storiche e folkloristiche.
    Investimenti su questo tipo di business, porterebbe risorse economiche ai cittadini bistagnesi, lavoro ai ragazzi che devono per forza spostarsi per trovare un impiego, senza assolutamente incidere sull’ambiente circostante. Anzi, ci sarebbe una valorizzazione del territorio, che porterebbe ricchezza anche per l’indotto turistico.
    Altri comuni delle Langhe piemontesi si sono sviluppati in questo senso e sono riusciti nell’intento di portare questo “progresso” senza danni ambientali.
    Evidentemente a Bistagno si dà precedenza ad interessi differenti.
    Se poi è vero che i cittadii sono stati coinvolti addirittura 8 mesi dopo la decisione dell’amministrazione comunale, la cosa mi fa alquanto pensare.
    E non oso immaginare quale campagna d’informazione sia stata portata avanti.
    Povera Bistagno, non ha ancora capito che il futuro di una comunità moderna si basa sul rispetto dell’ambiente e sulla valorizzazione e non sul degrado del territorio.
    Oggi magari ci viene detto che non ci sarà alcun tipo di rischio per la salute, mentre magari, fra vent’anni, con nuove tecniche di indagini scientifiche, si scoprirà che questo tipo di attività porta chissà quali gravi malattie. (Basti pensare a tutti i tumori e altre malattie che ha provocato la vicinanza del Bormida inquinato dall’Acna. Ma anche lì, ovviamente, c’erano altri interessi da privillegiare!!).

    Vorrei capire come Matteo può avere tante sicurezze su questo argomento, mentre il resto dei Bistagnesi no. Possibile che su 1700 abitanti circa, lui sia l’unico che si sia informato un pò ? Ne dubito.

    Quando dico che Bistagno non sa sfruttare le proprie risorse, è perchè parlo con cognizione di causa.
    Vivo in un paesino della campagna veneta, dove per attirare turisti di ogni nazionalità si sono sfruttate unicamente le bellezze paesaggistiche: nessuna infrastruttura particolare: solo sentieri nei boschi, cartelloni di legno ogni tanto indicano la fauna e la flora che si può incontrare camminando. Pubblicazioni con i vari sentieri con la difficoltà, la durata e altre notizie vengono distribuite gratuitamente ovunque.
    Il tutto magnificamente pubblicizzato in internet.
    E voi non sapete quanto è bello passeggiare per questi boschi e sentire chiaccherare in tutte le lingue: inglese, francese, tedesco….
    Addirittura in autunno i turisti posso acquistare una singolare escursione: pagano per trascorrere una giornata in vendemmia, con ribota finale !!!!
    Assurdo: i turisti pagano per lavorare nelle vigne degli agricoltori locali !!!!!
    Tutto questo a 0 impatto ambientale.

    E Bistagno ? Bistagno non è forse circondata da magnifiche colline incontaminate ? Boschi e Vigneti a perdita d’occhio….
    E l’amministrazione bistagnese pensa bene di portare “progresso” facendo costruire qualcosa non troppo dissimile da un inceneritore…… MA BRAVI !!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!

    Ciao
    Elisabetta

  9. RISPOSTA AD ELISABETTA

    Ciao! Innanzitutto grazie del commento.
    Con me sfondi una porta aperta, concordo appieno.
    Convincere però molti rimane ancora complicato. Pensa che per quest’articolo sono stato dipinto come un “retrogado”, un “nemico del progresso”(concetto forse fin troppo soggettivo), un ostacolo con idee anacronistiche.
    Be, questione di punti di vista, evidentemente.
    Comunque per il momento il progetto è in stand by. L’amministrazione locale ha dovuto prendere atto della volontà della popolazione.
    Grazie e a presto
    Fabio

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