Se si rimpiange il lavavetri polacco …

E’ notizia dell’altro giorno l’approvazione di una delibera, da parte del comune di Firenze, che prevede il divieto dello svolgimento del lavoro di lavavetri ai semafori.

La motivazione? Coloro che svolgono detto lavoro (di solito extracomunitari di origine ROM), ultimamente, erano diventati troppo aggressivi con gli automobilisti e cercavano di “estorcere” loro una mancia anche se la pulizia del vetro non era stata richiesta ne era desiderata.

La notizia ha subito suscitato reazioni contrastanti da parte non solo dei fiorentini ma, logicamente, delle varie forze politiche nostrane.

Si è passato dai proclami osannanti l’operato fiorentino hai gridi di allarme incostituzionale per la decisione presa.

La notizia ha fatto scalpore anche per un altro particolare: la giunta che ha adottato tale decisione è di centro sinistra. Fino a ieri sembrava che solo i comuni governati dal centro destra avessero a cuore il problema della sicurezza dei cittadini (o meglio erano gli unici che, con il proprio operato, cercavano di fare qualcosa per tale problema).I comuni di centro sinistra erano, fino a ieri, tacciati di eccessiva tollerabilità nei confronti della piccola delinquenza, sopratutto quella proveniente dalle classi più disagiate della popolazione.

Da ieri le cose, almeno a Firenze, sembrano cambiate. Sembra, infatti, che anche la sinistra si sia sdoganata dal giogo della frangia più estremista della sua appartenenza politica, da sempre in prima linea per la tolleranza delle suddette classi popolari, anche e a prescindere dagli episodi di violenza sempre più estrema provenienti dalle medesime.

Anche il ministro Amato si è detto pronto ad ispirarsi all’ormai famosa filosofia della “tolleranza zero” per la micro criminalità di stampo newyorkese.

Ma ecco che, immediatamente, l’estrema sinistra alza la voce in difesa dei lavavetri. Devono pur vivere anche loro no?

Verissimo. Che si trovino un lavoro onesto (e lavare i vetri lo è) senza però sfociare nella prepotenza e nell’estorsione. Si attenghino alla legalità, per dirlo in altri termini.

Sono spesso a Torino per lavoro. Mi è capitato più volte di venire avvicinato, in prossimità di un semaforo, da un lavavetri che, senza chiedere alcunché, gettava il sapone sul vetro della mia automobile e iniziava a pulire. Di fronte alle mie rimostranze (di solito appena li vedo indico loro di non volere nulla) prima faceva finta di non capire l’italiano ma poi, capendo la mia intenzione di non cedere a quella che è a tutti gli effetti una violenza privata, mi dimostrava di aver ben appreso la nostra lingua con una lunga serie di epitoti poco lusinghieri nei miei confronti. Ed io sono sempre stato fortunato: l’anno scorso, sempre a quell’incrocio, ho assistito alla scena di una lavavetri che, indispettita per la (legittima) decisione di non farsi lavare il vetro di un automobilista ha afferrato un tergicristallo dell’auto e l’ha rotto. Purtroppo per lei non si era accorta della presenza di una pattuglia di vigili in coda al semaforo ed è stata subito arrestata, dopo un brevissimo tentativo di fuga.

Evidentemente è caduto il mito del lavavetri polacco gentile e remissivo.

Non bisogna comunque generalizzare. Ad un altro incrocio, sempre a Torino, c’é, di solito, un  ragazzo marocchino che ha fatto dei modi gentili e della scarsa insistenza un marchio di simpatia e di guagano assicurato. Infatti, essendo un punto di transito abbastanza obbligato per i residenti in zona, ha saputo accaparrarsi le simpatie degli automobilisti.

Come ha fatto? Si comporta semplicemente con educazione. Si avvicina, ti chiede se vuoi lavare il vetro e se rifiuti ti augura comunque, con un sorriso, una buona giornata e, se c’è poca gente, si ferma anche a parlare un pò. Dopo qualche giorno di questo trattamento, incredibile visto il resto dei suoi colleghi, quasi tutti gli regalano un pò di moneta, anche senza farlo lavorare.

Quando l’educazione vince sulla prepotenza.

Se si rimpiange il lavavetri polacco …ultima modifica: 2007-08-30T20:20:19+02:00da pedro2509
Reposta per primo quest’articolo

2 pensieri su “Se si rimpiange il lavavetri polacco …

  1. …si ma, mi chiedo? se si spostano dal semaforo andranno da qualche altra parte a delinquere, o no?
    mipare una decisione di facciata, infatti se non ho capito male è in prova per un mese
    il problema va risolto a monte, non a valle a mio parere; per stavolta sono daccordo con bertinotti che dice di punire il racket e non i disgraziati che ne fanno parte, e con veltroni che dice appunto di che il problema è a monte, a livello nazionale, non locale

    ciao
    aberto

  2. RISPOSTA AD ALBERTO:

    Concordo con Alberto. Non c’é dubbio che si sposteranno da qualche altra parte e dovranno trovare qualche altro lavoro da svolgere (e speriamo sia legale).
    Però è significativa la presa di posizione del comune. Non si tollereranno più lavori abusivi, tantomeno quelli caratterizzati da aggressività e prepotenza nei confronti dei cittadini (un altro esempio sono i parcheggiatori abusivi).
    Poi, se uno vuole ed è in regola, trovare un altro lavoro (onesto) non è questo grosso problema, basta sapersi adattare (anche se il rischio di finire sotto l’ala protettrice di qualche persona senza scupoli che se ne approfitta è alto).
    Bertinotti ha ragione a classificare il problema come nazionale ma non è stilando classifiche che si risolvono i problemi, bisogna agire (in modo razionale, ovviamente), porre dei paletti e dare segnali forti alla micro criminalità (e non bisogna generalizzare, vedi lavavetri marocchino a Torino).
    E se si inizia a vietare l’attività sottoposta a racket (visto che è un’attività che và svolta alla luce del sole) si dà un bel colpo alle fondamenta stessa dell’associazione.
    Pensare alla delibera fiorentina come panacea del problema è utopico ma è comunque un inizio.

Lascia un commento