Altro che ridere …

“Paga le tasse! Non per i rifiuti ma per scappare via!” : questa è il nuovo slogan pubblicitario di una famosa compagnia aerea low cost! Chiaro il riferimento alla situazione che da mesi (ma, ad essere più precisi, dura da anni) attanaglia Napoli.

Lo spot è anche ironico ma, per coloro che, come gli italiani, devono far fronte al problema, lascia un pò l’amaro in bocca.  

Già, perché credo che tutti in questi giorni ci stiamo chiedendo di chi sia la colpa e, soprattutto, perché tutti ne dovebbero pagare la conseguenze.

Perché ne paghiamo le conseguenze tutti? Perché è intervenuto l’esercito e c’è stato un commissariamento. Ciò si traduce, in soldoni, in futuri aumenti di tasse (o distrazioni di fondi da altre iniziative pubbliche) per far fronte al costo (ingente) da coprire. Chi le paga? Tutti gli italiani.

Per alcuni, poi, oltre il danno c’è anche la beffa: l’immondizia di Napoli, in parte, verrà trasportata in discariche locate fuori dalla Campagna, per la felicità di coloro che abitano nei pressi degli stabilimenti in parola.

E’ colpa dei napoletani, dicono i più intransigenti. Se hanno prodotto tanta immondizia è, o meglio, “deve essere”, un problema loro! Che se la sbighino da soli!

Non è vero che non ricicliamo, dicono alcuni interessati, è lo Stato che ci ha abbandonato! Il sistema di raccolta dell’immondizia è in mano alla camorra e noi non ci possiamo far nulla.

Ci vuole solidarietà fra le amministrazioni, dichiara qualche politico. Tutta l’Italia deve dare appoggio alla Campagna ed accogliere i rifiuti nei propri siti di stoccaggio.

Perché le regioni che più si sono impegnate più di altre nel riciclaggio dei rifiuti dovrebbero aprire le loro discariche all’onda di immondizia napoletana, esclamano altri politici?

E qui sta il punto dolente: che le percentuali di ricilaggio siano ai minimi italici nel capoluogo campano non ci sono dubbi (dopotutto le statistiche sul punto non lasciano adito ad interpretazioni discordanti). Che sia giusto premiare coloro si siano impegnati (e, specularmente, punire coloro che non si sono adoperati all’uopo) nel produrre minori quantità di rifiuti non smaltibili è altrettanto sacrosanto.

Dopotutto non è che il problema dello smaltimento dei rifiuti sia stato scoperto solo ora …

Che ci debba essere, in un Paese unito e compatto, solidarietà fra le varie regioni, è altrettanto logico. Si, ma siamo un Paese compatto? Non direi proprio … ma questo è un altro discorso.

Il problema è che, comunque, con la solidarietà fra le regioni chi ci rimette è sempre il cittadino di turno che, anni addietro, ha avuto la sfortuna di comprare casa e terreni in un ameno paesino isolato dai grandi centri il quale, per decisioni di chissà chi, si è prontamente trasformato in una discarica. Porterà soldi e progresso e, poi, da qualche parte bisogna pur costruire i siti di stoccaggio, si sentì rispondere alle prime doglianze, da qualche amministratore (sul perché non se li costruisse vicino a casa sua, visto i tanti vantaggi, non gli è dato sapere però!).

Rimane il fatto che l’Italia, tutta, sia diventata lo zimbello dell’ Europa (dalla quale ha già avuto due richiami ufficiali per l’inefficienza del sistema di fronte al problema rifiuti).

E questo è un problema di tutti gli italiani, non solo dei napoletani.

Bisognerebbe risolvere l’emergenza (si sta parlando dell’utilizzo di impianti di pirolisi provenienti dalla Germania) una volta per tutte e riformare una cultura più ecologica e responsabile (non che non ci siano ecologisti e persone responsabili a Napoli, però il loro novero è troppo basso ed il loro impegno è frustrato dalla massa di indifferenti al problema), affinché non si ripeta ogni anno.

Nel mentre, in attesa che qualche cittadino in più riesca a comprendere l’importanza del riciclaggio e che qualche amministrazione si prenda le proprie responsabilità sull’inefficienza dei sistemi approntati per la risoluzione di determinati problemi, tutti ne paghiamo le conseguenze e far finta di nulla non solo è inutile ma è anche dannoso. Solidarietà? Ni. Se vogliono una mano (consigli, attrezzature, ecc..) va bene. Però ognuno deve prendersi le proprie responsabilità.

E’ come dire, per rispolverare un vecchio adagio, che è inutile pescare pesci a chi ha fame, meglio insegnargli a pescare. E ciò dovrebbe valere per tutti, non solo per Napoli.

E non c’è molto da ridere.

 

 

Altro che ridere …ultima modifica: 2008-02-04T17:30:00+01:00da pedro2509
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